dal 14 al 17 marzo 2019

Abitare la Battaglia
drammaturgia Elettra Capuano
regia Pierpaolo Sepe

con Federico Antonello, Marco Celli, Paolo Faroni, Noemi Francesca, Alessandro Ienzi,

Biagio Musella, Vincenzo Paolicelli
movimenti di scena Valia La Rocca
elementi di scena Cristina Gasparrini
disegno luci Marco Ghidelli
costumi Alessandro Lai

 

 

In uno spazio vuoto, scarno – lontano da tutto – sette attori, tutti oggetto e soggetto del potere, si muovono danzando e saltando, barcollando e tuffandosi l’uno contro l’altro, l’uno dentro l’altro.
Colpendosi, si amano e si odiano, combattono, scherzano in un tripudio di emozioni; un palco vuoto, sul cui fondo si intravede solo un trono bianco, fa da campo di battaglia. Tutto ha inizio dall’osservazione di chi si ha di fronte: un inquietante faccia a faccia con il proprio spettatore; poi, lentamente, si dà il via alla danza, meccanica, stilizzata e pian piano sempre più forsennata. Comincia la storia: un intreccio di corpi con fisicità ostentate contro l’unica esile figura femminile, che passa dall’essere oggetto di desiderio, a centro del comando, a compagna nella vittoria, a vittima nel delirio, ma resta lì, sempre, potente anche nella sconfitta. Un crescendo di emozioni in cui si finisce per l’essere trascinati dai ritmi e dalle musiche avvincenti e ben selezionate, che scandiscono i vari momenti. Il tradimento, la violenza, la sconfitta, il dolore, la follia, il potere, il trionfo, la vendetta, il desiderio, la più carnale fisicità: tutti vengono ben narrati e somministrati ad un pubblico attento. Ed ecco il momento del trionfo: il vincitore e la sua regina vengono osannati a suon di palloncini neri: su uno di essi, diverso dagli altri, si racchiude la finta benevolenza del popolo, di cui, finito il clamore della vittoria, non resta altro che un mucchio di sabbia.