Dal 14 al 20 maggio 2018
DISSOLVENZE

scrittura drammaturgica, ideazione scenica, consulenza musicale Domenico Sabino

regia Alessandra D’Elia e Domenico Sabino

con Alessandra D’Elia

 

 

La de-scrittura drammaturgica è la tragedia (Epilogo, Stasimi, Prologo) destrutturata che festeggia la mancanza, l’assenza. Scrittura ritualizzata che s’ispira ai pensatori Derrida, Foucault, Nietzsche, nonché ai drammaturghi Artaud, Beckett, Pinter, Genet.
Corpus poetico-drammaturgico in cui affiorano nelle loro assenze, nelle loro ombre e nelle loro follie, Annibale Ruccello, Leo de Berardinis, Pier Paolo Pasolini, Franco Autiero, etc. con le proprie proiezioni inconsce e oniriche. Teatro come sintesi delle forme artistiche, in primis quelle visionarie, dal momento che le parole sono segni o spie evocatrici esse stesse di immagini, situazionali/citazionali o contestuali. Ciò consente di percepire la Lingua/Teatro nella propria assenza/essenza, ovvero una Lingua/Corpo. Mise en espace per veicolare simboliche anamnesi tra Imago et Verbo.