7 maggio 2019

Motus 2015

MDLSX

regia Enrico Casagrande, Daniela Nicolò

drammaturgia Daniela Nicolò, Silvia Calderoni

con Silvia Calderoni

suoni Enrico Casagrande

in collaborazione con Damiano Bagliluci, Paolo Panella

video Alessio Spirli

 

MDLSX è ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al ‘gender blending’, all’essere “altro” dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria. Di appartenenza aperta alle Molteplicità scriveva R. Braidotti in “On Becoming Europeans”, avanzando la proposta di una identità post-nazionalista. Ed è verso la fuoriuscita dalle categorie – tutte, anche artistiche – che MDLSX tende. È uno “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento dall’apparente formato del Dj set, per dare inizio a una esplorazione sui confini. In MDLSX collidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie e sulla confusione tra fiction e realtà, oscillando da ‘Gender Trouble’ a ‘Undoing Gender’. Citiamo Judith Butler che, con “A cyborg Manifesto” di Donna Haraway, il “Manifesto Contra-sexual” di Paul B. Preciado e altri cut-up dal caleidoscopico universo dei Manifesti ‘Queer’, tesse il background di questa Performance-Mostro. «Il cambiamento necessario è talmente profondo che si dice sia impossibile, talmente profondo che si dice sia inimmaginabile. Ma l’impossibile arriverà e l’inimmaginabile è inevitabile» – Paul B. Preciado.