CALENDARIO PROIEZIONI

Ogni proiezione sarà preceduta da un video estratto dal lavoro
di Ugo Capolupo

• lunedì 19 marzo 20:30
“A qualcuno piace caldo”

• lunedì 26 marzo 20:30
“Prima pagina”

• lunedì 16 aprile 20:30
“Viale del tramonto”

• lunedì 23 aprile 20:30
“Fedora”

• lunedì 30 aprile 20:30
“L’appartamento”

►Ingresso 4 euro

Quello di Billy Wilder è un cinema che ama mimetizzarsi nelle pieghe dei generi e dei codici, solo per meglio potersi inabissare nell’equivocità ondivaga di sottigliezze e arzigogoli, tessuti come vere e proprie segnature dell’imperfezione originaria che da sempre accompagna il cinema stesso, costituendone l’unica possibile condizione mentale/materiale. Per questo il gesto wilderiano decisivo, spesso occulto e sempre fatale, è quello di lasciarsi alle spalle l’illusione di riuscire a imprimere come un calco la consistenza fisica dei corpi nel presente in fuga dell’immagine: tutto si staglia nello spazio di una cornice per poi evaporare in un flusso discontinuo di mutazioni, la cui unica traccia figurativa non può essere altro che un semplice trasformarsi/travestirsi simile a una polimorfia intermittente che nell’intervallo del suo ripetersi lascia il centro della cornice irrimediabilmente vuoto.
Il travestirsi equivale allora a un non potersi definire se non eccedendosi, quindi smarcandosi dalla sistematicità pura delle definizioni, sfuggendone l’implacabilità sistemica per abbandonarsi al gioco mirabolante dello slittare ambiguo in altro da se. Del resto, il travestimento più flagrante al quale Billy Wilder stesso si è costantemente abbandonato, non è altro che l’adesione lampante al genere e al suo conseguente funzionare da dispositivo scritturale, da sempre proteso a camuffare non l’identità quanto piuttosto il difetto congenito di essa, cioè il suo necessario dover mancare al soggetto e (quindi) al cinema.