scusate se non siamo morti in mare

SCUSATE SE NON SIAMO MORTI IN MARE

Un cartello esposto da alcuni immigrati durante una manifestazione a Lampedusa.

In un futuro non troppo lontano la crisi economica – che invece di finire si è aggravata – ha trasformato l’Europa in un continente di emigranti. I cittadini europei, alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore, cercano di raggiungere i paesi più “ricchi”, ma devono farlo clandestinamente perché questi paesi, nel frattempo, hanno chiuso le frontiere.
Fra i tanti mezzi per espatriare illegalmente uno dei più diffusi è il container: i clandestini salgono a bordo, pagano mille dollari alla partenza e mille all’arrivo, senza sapere dove verranno scaricati.
I personaggi di questa storia sono quattro e non hanno nome, sono identificati dalle loro caratteristiche fisiche: il Robusto, la Bella e l’Alto sono i tre migranti e il Morbido è il proprietario del container.
Il testo è diviso in quattro parti. La prima è al porto in attesa della partenza, la seconda è il viaggio per mare dentro il container, la terza è in mezzo al mare dopo il naufragio dell’imbarcazione su cui viaggiavano e la quarta è un epilogo quasi onirico, forse un’allucinazione: l’arrivo delle balene.
Partendo dal presente e immaginando un possibile futuro, il testo s’interroga sulla migrazione, sia come fenomeno politico che come evento naturale.
Davanti al catastrofico numero di morti che con cadenza quotidiana sono cronachisticamente raccontati dai telegiornali, il sentimento più diffuso è un comune senso di smarrimento e lontananza. La società sistematica e telematizzata in cui viviamo ci ha abituato a questo senso di “indifferente consapevolezza”, ma cosa succederebbe se da un momento all’altro fossimo noi i migranti, i protagonisti di questa tragedia dalle connotazioni ancestrali?

 

RASSEGNA STAZIONI D’EMERGENZA ATTO VIII

13.-14 settembre 2016

SCUSATE SE NON SIAMO MORTI IN MARE

Ass. Centro Teatrale MaMiMò – Reggio Emilia
in collaborazione con  Arte Combustibile
in collaborazione con  La Corte Ospitale – Residenza 2016
di  Emanuele Aldrovandi
con  Luz Beatriz Lattanzi, Marcello Mocchi,
Matthieu Pastore e Daniele Pitari
scene  Maddalena Oriani, Davide Signorini
sound designer  Alessandro Levrero
locandine  Francesco Lampredi
regia  Pablo Solari

testo finalista Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2015
spettacolo finalista Premio Scenario 2015
testo presentato in anteprima in lingua catalana
al Festival PIIGS 2015 di Barcellona con il titolo Balenes.
progetto vincitore del Bando MigrArti del MiBact

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