altri luoghi

 

14 –16 dicembre

VILLA PIGNATELLI

Riviera di Chiaia 200 Napoli

Polo museale della Campania

Galleria Toledo/produzioni

CASSANDRA variazione sul mito n. 2

drammaturgia e regia Laura Angiulli

contributi al testo Enzo Moscato

con Alessandra D’Elia, Caterina Spadaro

interpretazione in canto Caterina Pontrandolfo

musiche originali e drammaturgia del suono Enrico Cocco, Angelo Benedetti

impianto scenico Rosario Squillace

luci Cesare Accetta

assistente regia Flavia Francioso

tecnica Lucio Sabatino

 

Cassandra, donna soprattutto donna, intelligente, acuta, percettiva, dunque veggente.

Giusto un’ora prima della fine, desolazione dello spazio vuoto estraneo, sospensione dell’attesa senza tempo che già s’attesta sull’estremo limine del giorno. Guerra di pensieri e parole, suoni, anche disarticolati ferocemente coerenti. Sola come sempre. La guerra l’attraversa, lutti e rovina, macerie di umanità – lei dice – e dall’alto delle mura vede –solo lei – vede, il nulla che avanza, ingoia, cancella, macelleria di corpi e sentimenti – ahi la terribile fertilità di Elena! La morte non è solo presagio, le si manifesta, le si fa compagna, è nucleo e sostanza di un decadere senza rimedio. Genitori, fratelli, sorella, tutti assolutamente tutti, Achille la bestia, Achille dalla mortifera lancia, Achille cui non è dato sottrarsi. Achille – l’impotenza dei vincitori! tutto ciò che devono conoscere si svolgerà davanti ai loro occhi, ed essi non vedranno nulla, è così, è l’orrore della vittoria – anche lui tenuto in pugno dal destino, come Agamennone, Clitemèstra, come quei tanti senza nome che la guerra cancella.

Tre donne per Cassandra: poesia, soprattutto poesia, parole che sgorgano in largo flusso, e si consumano nel ritmo andante del riportare alla mente, o suono sgretolato, soffocato nel fondo della gola, tratto fuori dalla cavità oscura del ventre in un dissonante fluire della coscienza. (Laura Angiulli)

 

26 aprile – 5 maggio

TEATRO San FERDINANDO

Teatro Stabile Napoli

Galleria Toledo/produzioni

MEDEA DI PORTAMEDINA

da Francesco Mastriani

drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Alessandra D’Elia, Monica Demuru, Massimiliano Gallo, Caterina Pontrandolfo

coro Paolo Aguzzi, Michele Danubio, Luciano Dell’Aglio, Elena Fattorusso, Stefano Jotti, Gennaro Maresca

impianto scenico Rosario Squillace

luci Cesare Accetta

musiche Daniele Sepe

 

Una vigorosa storia di amore e morte che, se pure innestata in una realtà dichiaratamente popolare di quella Napoli di metà Ottocento tanto presente alla tradizione produttiva di Francesco Mastriani, pure sembra contenere al suo interno tutti gli elementi della grande tragedia, consoni a giustificare già nella titolazione il riferimento alla più complessa figura della Medea di tradizione classica. Da questa suggestione, per un richiamo di sconfinamento in qualche modo naturale, nasce il progetto di messinscena che Il Teatro Mercadante condividerà con Galleria Toledo, per la regia di Laura Angiulli. La trama di Mastriani rimesta negli elementi di un “popolare napoletano” trattato con sapiente mestiere: Coletta Esposito – è questo il nome della sventurata eroina – conduce infanzia e adolescenza fra le mura dell’Annunziata, e lì alleva nell’animo quella straziante fame d’amore il cui soddisfacimento, con passione tirannica affida a Cipriano Barca, l’amante dalla cui relazione nasce una bambina. Cipriano non rivela un’immediata disposizione verso la donna, ma la manipolazione di lei è di tale violenza da non consentire scampo, tanto che lui aderisce alla promessa di sposarla, se pure quell’attrazione che per breve tempo aveva tenuto insieme il rapporto va così affievolendosi da aprirgli la strada a nuovi incontri. Coletta è straziata, furente, accecata dall’odio, spietata; cova la più feroce delle vendette, e nel giorno delle di lui nozze con la nuova innamorata – di più elevata posizione sociale – toglie la vita alla piccola figlia, e nella chiesa proprio sull’altare porta il cadaverino della bimba alla vista del padre, che infine uccide colpendolo al cuore. Gli elementi della tragedia euripidea ci sono tutti: Cipriano Barca è Giasone; il popolo intorno è il coro; la sposa è Glauce… Tre donne, un uomo, un popolo in sedicesima… tre musicisti.

 

6 maggio 2019

Chiesa di San GIUSEPPE DELLE SCALZE

salita Pontecorvo, Napoli

Dj/set

di e con Silvia Calderoni

è un’attrice e performer italiana, vincitrice del Premio Ubu 2009 come Migliore Attrice Under 30, vincitrice del Marte Award 2013 come migliore attrice, vincitrice del premio Elisabetta Turroni 2014, vincitrice del premio Virginia Reiter 2015 come Miglior Attrice Italiana Under 35.