cinema

incontri [d’autore]

 

Teatro Galleria Toledo, in collaborazione con Mescalitofilm di Francesco Notarangelo, presenta la rassegna Incontri [d’autore] – sezione CINEMA della stagione 2018/2019 – non solo per scoprire il grande cinema d’autore, ma soprattutto per dare voce e corpo ai film in programma grazie alla partecipazione dei registi, dei produttori e degli operatori del settore in modo da rendere particolarmente attiva e coinvolgente l’esperienza di ogni singola visione.

 

programma

 

lunedì 17 dicembre 2018 ore 20.30

Vinilici (perché il vinile ama la musica) Fulvio Iannucci (Italia, 2018, 70’)

 

A settanta anni esatti dalla nascita del disco in vinile, il docufilm “Vinilici” vuole indagare sul ritrovato interesse per la musica su vinile in Italia. I dischi in vinile, infatti, non sono più acquistati solo dai collezionisti ma anche da una nuova e più ampia schiera di appassionati di diverse età. Si tratta di un nostalgico ritorno al passato o di un’opportunità per il futuro? Attraverso le testimonianze di musicisti, autori, collezionisti, audiofili, venditori, sociologi, appassionati, Vinilici è la storia di un’icona, il disco: dalla registrazione alla stampa, dalla distribuzione all’acquisto, dall’ascolto alla sua conservazione. Molte sono le testimonianze presenti nel film: Renzo Arbore, Claudio Coccoluto, Elio e le Storie Tese, Renato Marengo, Mogol, Giulio Cesare Ricci, Red Ronnie, Lino Vairetti, Bruno Venturini, Carlo Verdone ed altri ancora. Il film parte da Napoli, originaria capitale della musica e del disco in Italia. E non è un caso: la Phonotype Record, fondata a Napoli agli inizi del ‘900, è tra le prime case discografiche al mondo ad avere un autonomo stabilimento per la fabbricazione di dischi. Il filo conduttore del film è l’amore per il vinile, inteso nel vero senso del termine perché evidenzia la musica come elemento imprescindibile nella vita di ognuno, anche se in modo sempre soggettivo. Infatti, la scelta del titolo deriva da un certo modo di vedere il vinile, quasi come una piacevole dipendenza, una “buona droga”, come, del resto, tutta la musica. Vinilici non è un documentario tecnico per pochi esperti ma il racconto di esperienze di appassionati che si uniscono in una storia più grande, quella del vinile.

 

lunedì 21 gennaio 2019 ore 20.30

Haiku – sull’albero del prugno Mujah Maraini Melehi (Italia, 2016, 73’)

 

Film sulla famiglia Maraini. Tokyo 1943: l’antropologo italiano Fosco Maraini e la moglie Topazia Alliata rifiutano di firmare per la Repubblica di Salò. A seguito della loro scelta vengono mandati a Nagoya in un campo di Prigionia con le loro tre figlie Dacia, Yuki e Toni. Mujah, figlia di Toni, a distanza di tanti anni, va in Giappone per ripercorrere l’esperienza familiare e rielaborarla facendola propria attraverso il recupero della memoria. Il documentario è un viaggio nella memoria della famiglia Maraini che ripercorre un frammento di storia collettiva. Attraverso il film la regista rilegge in chiave di documento storico le vicende dei nonni Topazia Alliata e Fosco Maraini che, giunti in Giappone nel 1938, furono internati nel 1943 in un campo di prigionia a Nagoya, insieme alle figlie Dacia, Yuki e Toni, a seguito del loro rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò. A rendere più intensa la narrazione, le musiche originali del Premio Oscar Ryuichi Sakamoto  e le scenografie – ispirate al teatro di schermi giapponese dogugaeshi – realizzate da Basil Twist. Il film ripercorre i lunghi mesi di prigionia della famiglia attraverso le intense pagine del diario che Topazia – scomparsa nel novembre 2015 all’età di 102 anni – scrisse e custodì segretamente durante i mesi di reclusione. Sua nipote Mujah rilegge oggi quelle pagine insieme alla madre Toni: «”Haiku on a Plum Tree” è un viaggio personale – come nipote, figlia e madre – alla ricerca del mio passato e di un lascito familiare collettivo. Un percorso di comprensione e riconciliazione attraverso le generazioni».

 

lunedì 28 gennaio 2019 ore 20.30

77 Giorni Hantang Zhao (Cina, 2017, 115’)

 

“77 Giorni” è un film che ci ricorda l’importanza di una vita libera, vera, in cui riconoscersi, che ci esorta a godere di più della propria esistenza, a vederla in un contesto più grande, affinché sia ricca di avventura e amore perché il viaggio più lontano è quello all’interno di noi stessi. Ci sono solo 30.000 giorni nella nostra vita. Quanti di questi li viviamo come vogliamo? Siamo alla costante ricerca della libertà sin dal momento della nascita, non importa il sacrificio, il tempo e l’impegno che ci mettiamo a raggiungerla. “77 Giorni” racconta la vera storia di Yang Liusong determinato a diventare il primo uomo ad attraversare da est a ovest la regione disabitata di Qiang Tang, nel Nord del Tibet, da solo su una bicicletta senza alcuna assistenza. Quando vari ostacoli e disavventure portano a minare la sua determinazione, incontra una tenace e coraggiosa donna, Lan Tian, ex fotografa costretta su una sedia a rotelle a causa di un incidente durante un servizio fotografico sul Monte Kailash (Tibet). Ispirato dall’ottimismo di Lan, Yang recupera il coraggio e la forza necessaria per continuare il suo viaggio attraverso montagne innevate, laghi salati e deserte pianure del vasto altopiano tibetano. Basato su un libro del 2011 di Yang Liusong , si sono resi necessari  tre anni di lavoro per dare la luce a “77 Giorni”, girato in zone di alta quota a più di 4500 metri nella provincia del Tibet.

 

lunedì 18 febbraio 2019 ore 20.30

Mountain Jennifer Peedom (Australia, 2017, 74’)

 

“Mountain” è il documentario della regista australiana Jennifer Peedom, che in chiave di sinfonia audiovisiva racconta le scalate delle montagne più impervie, le imprese impossibili di ‘climber’ e altri acrobati delle vette più remote. Ma non lesina di suggerire anche gli aspetti controversi delle pratiche alpinistiche più estreme. Una sinfonia di immagini e musica, una sequenza di scene di imprese mozzafiato, selezionate da un girato di 2000 ore di riprese in 15 paesi diversi. Una visione adrenalinica, un film che è come un ottovolante, fatto di vertiginosi strapiombi, dislivelli mozzafiato, sospensioni sul vuoto, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari. La chiave dell’operazione di Jennifer Peedom sta in quelle scene di repertorio che documentano la storia delle scalate di alta quota e nella sequenza finale della lava, delle fiamme, della violenza materica che si stabilizzerà in roccia. Una sinfonia geologica, un’esaltazione poetica dell’orogenesi, nella reazione di queste entità imponenti e antiche che sono le montagne, dal cui fascino nessuno può dirsi immune. «Le montagne ridimensionano l’istinto dell’uomo, ci restituiscono il senso della meraviglia e mettono alla dura prova la nostra arroganza», dice la voce ‘off’ di Willem Dafoe. Eppure, pochi possono entrare in reale risonanza con il vero suono della montagna, come suggerisce la scritta iniziale: «Quelli che danzano sono considerati pazzi da chi non può sentire la musica».

 

lunedì 25 febbraio 2019 ore 20.30

In the same boat Rudy Gnutti (Spagna, 2016, 72’)

 

Siamo tutti “nella stessa barca”, in tutto il mondo, avvicinati inesorabilmente da internet, dai nuovi modi di creare ricchezza, dalla sempre crescente difficoltà di redistribuirla. Su come uscire dall’empasse che minaccia in primis l’esistenza del ceto medio e rischia di creare una nuova sterminata categoria di poveri è il docufilm “In the same boat” dell’italiano Rudy Gnutti, domani in programma al Festival dell’Economia di Trento dove sarà proiettato alle 16. Per riflettere su questo tema economico e culturale Gnutti ha intervistato i maggiori pensatori ed economisti contemporanei: dal sociologo Zygmunt Bauman, teorico della “società liquida”, agli economisti sir Tony Atkinson, Serge Latouche, Mariana Mazzucato, Mauro Gallegati, Erik Brynjolffson.

Tra le partecipazioni eccellenti al film anche quella del’ex presidente dell’Uruguay Jose Mujica, Pepe’ per la sua gente. Per intervistare il “presidente povero” e in generale per realizzare il progetto del docufilm, in cui il narratore è impersonato dall’attore spagnolo Alex Brendemuhl, Gnutti, romano trapiantato da oltre vent’anni a Barcellona, ha impiegato circa due anni.

 

lunedì 4 marzo 2019 ore 20.30

Fiore Ribelle Krishan Hooda (India, 2016, 116’)

 

“Fiore Ribelle”, primo biopic sul guru indiano Osho Rajneesh, diretto dal regista indiano Krishan Hooda, è l’occasione per vivere un viaggio di ricerca unico al di là del mito e della fede. Osho è stato un professore di filosofia che abbandonò la carriera accademica per girare il mondo come maestro spirituale, invitando l’uomo a vivere pienamente e in armonia tutte le dimensioni della vita. Fautore di una ribellione fondata sul senso critico e sul rifiuto di assumere qualsiasi norma di vita o valore sociale solo perché comunemente accettati, è stato un forte oppositore di ogni tipo di potere. Un film che risveglia il lato “ribelle”, nascosto in ognuno di noi, che dovremmo far sbocciare come un “fiore”.

 

lunedì 18 marzo 2019 ore 20.30

L’Eroe Cristiano Anania (Italia, 2018, 80’)

 

Giorgio è un mediocre ma ambizioso giornalista trentenne. La sua vita cambia bruscamente quando il direttore del giornale decide di trasferirlo in una redazione di provincia. Proprio quando crede di aver trovato la sua nuova dimensione di vita, il direttore del giornale annuncia a Giorgio il suo licenziamento. Solo lo scioccante rapimento per mano di ignoti del nipote del più importante imprenditore locale restituisce a Giorgio il suo lavoro di corrispondente. L’intero paese si mobilita alla ricerca del “mostro”. Film con Salvatore Esposito (l’attore che impersona Jenny di Gomorra), che potrebbe essere in sala.

 

 

lunedì 25 marzo 2019 ore 20.30

Kaiser Louis Myles (Brasile, 2018, 98’)

anteprima nazionale

 

È un affascinante documentario del cineasta britannico Louis Myles su un uomo che, negli anni ’80 e ’90, è diventato una leggenda nel mondo del calcio brasiliano. La sua carriera ci dice molto sulla natura umana e sulla volontà della gente di farsi ingannare. Carlos “Kaiser” Henrique Raposo era un calciatore professionista. Ma in realtà non ha mai giocato. Per circa 20 anni, negli anni ’80 e ’90, Kaiser è stato assunto come calciatore da alcuni dei migliori club di Rio de Janeiro. Ma in realtà non ha mai giocato una partita. Convincendo gli altri delle sue capacità (con l’aiuto di amici giornalisti) si è trasferito da un club all’altro, evitando però di giocare; è la storia incredibile di un uomo che ha “truffato” diversi club per finanziare il suo stile di vita come una stella del calcio. Il racconto tracciato dal film è di volta in volta bizzarro, divertente e disperatamente triste. Il nostro antieroe per tutti quegli anni ha vissuto la vita non come un calciatore professionista, ma come un vero e proprio re dei party e dei nightclub. Era di bell’aspetto, un grande ballerino da discoteca, e un noto e incallito donnaiolo… Ha fatto tutto ciò che i calciatori avrebbero dovuto fare – tranne giocare a calcio…

 

 

 

 

 

 

Prendete posto.