Villa Pignatelli Napoli / DoppioSogno – XX edizione
Sabato 4 luglio 2020, ore 20.30
Introduce Patrizia Fusella docente Letteratura inglese

FILM cortometraggio 1967 USA B/N 22 min.
regia Alan Schneider/script Samuel Beckett
con Buster Keaton
a seguire
KOYAANISQATSI: LIFE OUT OF BALANCE
regia Godfrey Reggio,
documentario 1982 Colore USA 83 min.

Villa Pignatelli, Riviera di Chiaia, 200 – Napoli

AZIONI! + cinema: posto unico 5 euro
L’acquisto è possibile in botteghino

FILM
La maschera attoriale di Buster Keaton, con l’inseparabile pork pie hat, è patrimonio riconosciuto della storia del cinema mondiale. Samuel Beckett è probabilmente il maggiore commediografo del XX secolo. Due icone della drammaturgia si associano in questo lavoro, e l’assurdo finisce sugli schermi, in un atto teatrale non replicabile in quanto, per sua dichiarata natura, filmico. Nel cortometraggio Film, il cui titolo è già di per sé emblematico, il teatro scavalca lo spazio scenico e si insinua nelle strade; si aggira nella città e la fotografa come archeologia industriale. L’occhio della macchina da presa diviene protagonista, quale presenza di un Dio persecutore, onnipresente e terrorizzante, dove si scopre che non è null’altro che il simulacro dell’Io e il suo Doppio. Viene da pensare che il drammaturgo irlandese ci abbia voluto dare l’illusione di scorgere infine Godot in persona, trovando nelle apparenze e nella natura inoffensiva e drammatica dell’anziano Keaton, miracolosamente sopravvissuto al cinema muto, l’unico interprete possibile per raccontare l’Assenza per antonomasia. Dettagli dei costumi ci rivelano che non si è in un ambito di contemporaneità, ma nel primo ‘900 dei silentmovies, dove un passante spaventato ha una fisionomia che rassembra vagamente il volto di Marcel Proust. In pochi sanno dell’ammirazione di un giovane e modernista Samuel Beckett per i linguaggi di Sergej Ėjzenštejn; non è dunque un caso che scelga di affidarsi per la sua prima e unica realizzazione cinematografica al fratello di Dziga Vertov, Boris Kaufman, per la fotografia e all’egregio regista teatrale di origine russa Alan Schneider – affiancati ai densi silenzi del protagonista – nella messa in scena di questo breve e preziosissimo gioiello in motion. Inevitabile anche il parallelo con Totò e Pasolini, a riscattare la dignità dell’attore comico per i posteri e per l’eternità. Un approfondimento critico alla visione sarà curato da Patrizia Fusella, specialista della drammaturgia beckettiana, autrice e docente di Letteratura Inglese, che analizzerà il cortometraggio per il pubblico di Doppio Sogno XX/Remote Control.

KOYAANISQATSI: LIFE OUT OF BALANCE
Koyanisqaatsi è un documentario del 1982 che scatta l’istantanea dello stato del pianeta Terra in un preciso momento temporale – storico, geologico, tecnologico e spirituale –, secondo una formula narrativa che fu accolta come novità assoluta. Con un frenetico ritmo di montaggio, completamente diverso dal taglio dei documentari visti fino a quel momento – fra i quali quelli di Cousteau e Quilici erano certamente tra i più significativi – e il commento sonoro di Philip Glass, il documentario è una ricerca filosofica sulla condizione umana che indaga nel significato dell’esistenza, in relazione all’impatto che la dittatura antropica della scimmia umana ha sui territori dell’ecosistema e sulle altre specie viventi di questo “nostro” pianeta. Questo lungometraggio dal respiro universale, primo capitolo di una trilogia che il regista Godfrey Reggio dedica alla questione ambientale, è uno squarcio post-moderno sulla realtà dell’intero globo terrestre, quando appena si iniziava a parlare di riscaldamento globale, e certamente ha concorso a dare una scossa determinante alla successiva discussione sul clima, che determinò nel 1997 la ratifica del Trattato di Kyoto dove si intendeva operare per ridurre drasticamente le emissioni di CO2 nei successivi cinquant’anni. Sappiamo, col senno di poi, che il Trattato, al pari della voce di Cassandra, è stato largamente ignorato dalle potenze industriali mondiali e molto poco è stato fatto per la salvaguardia dei ghiacciai eterni: con l’attuale risorsa di Google Earth ciascuno può verificare lo stato reale della geofisica terrestre dove, assieme con sensibile riduzione delle aree verdi delle foreste, è sconvolgente osservare la completa scomparsa delle superfici ghiacciate del Polo Nord, ridotte alla sola Groenlandia, e quel che resta dei ghiacciai dell’Antartico e delle principali vette montuose di tutti gli altri continenti. Ciò è probabilmente da milioni di anni a questa parte la più catastrofica delle perdite per l’umanità e non può più essere ignorata. Come nei film di fantascienza hollywoodiani, siamo prossimi a essere protagonisti della prossima emergenza del pianeta azzurro – tra l’incombere dell’innalzamento dei mari e la desertificazione delle terre – a cui sarà difficile, per le generazioni a venire, trovare rimedio. Così, per questa ragione il film che conclude la sezione cinematografica della rassegna DoppioSognoXX/Remote Control – dedicata a una riflessione sulle ragioni e le conseguenze della pandemia causata dal Covid19 – è un invito ad aprire gli occhi sulla nostra realtà contingente, poco rosea, alle cui emergenze è necessario porre immediato rimedio fin da ora, per il bene di tutti i viventi, presenti e futuri. Koyaanisqatsi significa “condizione che richiede un altro stile di vita”.