dal 25 al 27 ottobre 2019

IL MERCANTE DI VENEZIA

da William Shakespeare
drammaturgia e regia Laura Angiulli
con Paolo Aguzzi, Giovanni Battaglia
Alessandra D’Elia, Michele Danubio
Caterina Pontrandolfo, Antonio Marfella
Antonio Speranza, Fabiana Spinosa
impianto scenico Rosario Squillace
luci Cesare Accetta
illuminotecnica Lucio Sabatino
direttore di scena Flavia Francioso

 

 

Opera straordinaria, “IL MERCANTE” è costruzione complessa, e sembra sfuggire a una precisa definizione di genere, perché se è vero che pare muovere nell’agile evolvere della leggerezza tutto quanto attiene all’universo di Portia – desiderio, amore, astuzia, travestimento, e ancora una volta nell’accorta capacità d’impresa del personaggio femminile, l’abilità di portare a buon fine gli eventi –, per contro, in un rituale che come che sia richiama il sangue, lievita il versante oscuro di Shyloch e del drammatico epilogo della di lui sorte, irrimediabilmente condotta a mortificazione e sventura. Né si esclude dal contesto problematico la figura di Antonio, sfumata nella velatura dell’amore infelice per l’amico Bassanio, al cui benessere dedica attenzioni e disponibilità ben oltre il suo stesso interesse, fino al rischio di morte. Nella tessitura dell’opera, accanto all’episodio del vecchio ebreo, che evidentemente è motore stesso della scrittura, convergono segmenti narrativi molteplici, e molteplici figure che complessivamente disegnano un luogo, e soprattutto un mondo fatto di commerci, traffici, scambi, denari e atteggiamenti e culture, che dicono di terre lontane preziose come sete e inebrianti come spezie. Al centro della trama – inusuale e geniale invenzione drammaturgica – il “contratto”, accettato per burla e poi veramente giunto all’attenzione dell’autorità. Infine, tra gli elementi tanti, l’amore – mentre il male oscuro di alcuni sembra già preannunciare il disfacimento della stabilità di un assetto storico-politico ormai al suo epilogo – trasporta la vicenda in acque più serene, si configura come luogo di possibile riparo, reclama il suo diritto fino al felice compimento delle nozze e offre un ulteriore versante alla scrittura, in funzionale sintonia con l’ipotesi della commedia.

(Laura Angiulli)