LA CINA IN SCENA

rassegna teatro/cinema/incontri

In collaborazione con Istituto Confucio – Università degli Studi di Napoli L’Orientale

Dieci giorni di conferenze, incontri, spettacoli e cinema…

L’attenzione per la drammaturgia cinese contemporanea è già presente alle stagioni di Galleria Toledo da alcuni anni. E la relazione con le istituzioni indicate non è occasionale, poiché con la Cattedra dell’Università Orientale si è costruito negli anni un rapporto di singolare vivacità. Si aggiunge per l’occasione, con peso scientifico di pari rilevanza, la partecipazione dell’Istituto Confucio di Napoli. D’altra parte, l’opportunità di assistere a rappresentazioni a dir poco inconsuete, per temi e linguaggi funzionali alla descrizione di squarci narrativi dedicati a quel lontano paese, conduce un significativo apporto alla vita culturale della città in genere, alla comunità cinese attivamente presente nel tessuto cittadino, e segnatamente agli allievi di quel vitalissimo istituto universitario dedicato alle lingue orientali.

Suggestivi i tre appuntamenti teatrali, e numerosi gli eventi di completamento, tra cinema e incontri intorno a temi e questioni di competenza.

 

programma

 

9 maggio 2019

Karin Schäfer Figuren Theater

Visual Theatre Production

ZHENG HE                      

di Peter Hauptmann, Karin Schäfer

 

Tra il 1405 e il 1433 l’ammiraglio cinese Zheng He guidò sette spedizioni attraverso il Pacifico e l’Oceano Indiano fino a ovest. I suoi viaggi lo portarono oltre l’Indonesia, l’India e la costa araba in Africa, quasi cento anni prima di Cristoforo Colombo. Karin Schäfer racconta la storia del grande esploratore cinese basato sul punto di vista di alcune delle persone che lo hanno incontrato: in ognuno dei paesi in cui si è recato ha lasciato una storia o un aneddoto. Ognuno di questi racconti è incarnato da una figura che rappresenta anche uno dei temi principali dei suoi viaggi: uno studioso dell’Arabia che scambia conoscenze scientifiche con la spedizione cinese; un pescatore africano che aiuta a portare animali selvatici, tra cui una giraffa, sulle navi dei dragoni; una donna d’affari di Siam che conosce le ragioni economiche dietro la spedizione cinese.

Lo storico dell’imperatore, Ma Huan, crea l’arco narrativo, consegnandoci queste storie attraverso i suoi enigmatici personaggi cinesi.

 

11 – 12 maggio 2019

FUGA

di Gao Xingjian

regia Lorenzo Montanini

traduzione Cristina Pisciotta

scene Francesco Felaco

con Riccardo Marotta, Carlotta Piraino, Diego Valentino Venditti

 

“Fuga” è la commedia di Gao Xingjian (Premio Nobel per la letteratura, 2000) più impegnata dal

punto di vista politico e, allo stesso tempo, la più forte dichiarazione di individualismo, un

individualismo che implica tuttavia un forte impegno sociale: è qui che ritroviamo l’eredità cinese di

Gao, non tanto nell’uso delle convenzioni teatrali cinesi tradizionali che di tanto in tanto compaiono

nelle sue piéces, quanto piuttosto nella sua riluttanza a tagliarsi fuori dalla società e ad accettare

un individualismo di tipo occidentale completamente disattento ai problemi sociopolitici. Egli non

cerca di costruire una barriera fra sé e il mondo esterno, ma neppure di armonizzarli: rivendica

unicamente una indipendenza che consenta all’individuo di sgombrare la sua mente da ogni

convenzione e fare le scelte migliori per sé stesso, perché «la vita dell’uomo sta sempre al di sopra

delle dottrine e delle speculazioni sull’esistenza…». Sappiamo che Gao scrisse nel 1989 “Fuga” su commissione di un teatro americano che gli chiedeva un testo sui fatti di piazza Tiananmen accaduti pochi mesi prima, ma nel testo non sono presenti riferimenti a fatti storici, né a luoghi geografici. Mentre fuori in strada l’uomo combatte per avere più giustizia ed eguaglianza, dentro alla cantina di “Fuga” è l’uomo privato a rivelare i segreti nascosti in fondo alla propria anima, luogo nel quale il brusio della vita sociale arriva soltanto come un rumore ovattato e lontano e dove ci si può rivelare perché protetti dall’oscurità.

 

14 maggio 2019

TE LA DO IO LA CINA

un progetto di Sergio Basso

con Sergio Basso

 

Oggi ci dicono tutti che la Cina sarà il futuro. A volte il futuro spaventa un po’. Allora ecco uno spettacolo per iniziare a viaggiare dalla poltrona del teatro e scoprire un pezzettino di questo mondo che sembra lontano ed invece è a portata di mano. Sergio Basso ci condurrà per mano in un viaggio di un’ora; parte da un oroscopo (cinese, ovviamente), prosegue per i cartoni animati dei giorni nostri, e passa per i quaderni dei bambini degli anni Sessanta, fino ad arrivare a come si fa un vaso, ai gestacci del Buddha, ai casinò di Macao, ad evasori fiscali nell’Impero di Mezzo del 1300, a principi ereditari ritiràtisi in convento per sfuggire a faide sanguinarie, agli arcieri mongoli e ai loro levrieri, ad enigmi nascosti nei dipinti, al sorriso di una statuetta del II d.C. Ogni opera d’arte è la chiave d’un cassetto. Ogni cassetto un pezzettino di Cina. E alla fine magari busseremo alla porta del nostro vicino di casa cinese per offrirgli una fetta di torta e parlargli un po’.

 

15-16 maggio 2019

Teatraz

CESSI PUBBLICI

di Guo Shixing

regia e traduzione Sergio Basso

assistente alla regia Lucia Messina

acting coach Karina Arutyunyan

con Lidia Castella, Cristina Castigliola, Federico Dilirio, Mele Ferrarini, Mattia Giordano, Eva Martucci, Paolo Mazzanti, Francesco Meola, Lucia Messina, Elena Nico, Matthieu Pastore, Alessandra Raichi

scenografia Federica Pellati

direzione cori Camilla Barbarito

 

L’ultima creazione di Guo Shixing, uno dei più grandi drammaturghi cinesi, è “Cesuo”, “Bagni pubblici”, allestito al Teatro Sperimentale di Pechino nel 2004. L’evoluzione della Pechino nella seconda metà del Novecento è raccontata impietosamente attraverso un cesso pubblico, il suo custode, i frequentatori del quartiere: chi fa carriera, chi si arrampica socialmente, chi naufraga nonostante tutte le buone intenzioni, chi si perde e chi si reinventa. Chi svende i propri sogni e chi resiste, spezzandosi. Uomini e donne. Dagli anni Settanta ai giorni nostri. Dalla rivoluzione culturale al Grande Decollo Economico. Il tutto in soli tre giorni: uno nel 1975, uno nel 1985, uno nel 1995.

Metafora del passare del tempo, raccontata attraverso un luogo certamente inusuale come i cosiddetti “vespasiani”. Un cesso pubblico come luogo della memoria, come luogo dove fare i conti con i propri fantasmi, al punto che il protagonista – che del cesso pubblico è il gestore – vi viene assalito dalle proprie colpe in un delirio allucinatorio. Sono tematiche care alla drammaturgia cinese, che la accostano prepotentemente a filoni tipici anche del teatro europeo: basti pensare a Calderón de la Barca de “La vita è sogno”, a Cechov e al suo “Giardino dei Ciliegi”.

 

17 maggio 2019 ore 20.30

Small Path Music David A. Harris (Cina, 2013, 60’)

Small Path Music ci porta in viaggio con Laurent Jeanneau ad esplorare le montagne meno percorse del Laos settentrionale e nelle zone di confine dello Yunnan, in Cina, per raccogliere i canti e i suoni delle minoranze etniche. Con il suo spirito fieramente indipendente seguiamo i suggerimenti e le informazioni raccolte da gente del posto incontrata lungo la strada.

a seguire

Lacrime di stelle Huaqing Jin (Cina, 2012, 38’)

I bambini che studiano alla scuola di acrobatica di Wuqiao sanno perfettamente quello che i loro genitori si aspettano da loro: sono stati iscritti in tenera età a questa scuola, dove sono cresciuti, lontani dalla famiglia, e che sarà il loro trampolino per il successo, costi quel che costi. I genitori si aspettano da loro fama e ricchezza, per poter vivere in condizioni migliori. Solo che non tutti ce la fanno, non tutti avranno un futuro da “stella”. Le storie degli aspiranti acrobati della scuola di Wuqiao ci svelano cosa si nasconde dietro il mito e la magia di uno spettacolo di acrobazie e di contorsionismo: una realtà durissima, fatta di fatica, umiliazioni, lacrime e solitudine.

 

18 maggio 2019 ore 20.30

Alla ricerca di Van Gogh Yu Haibo, Yu Tianqui Kiki (Cina, 2016, 82’)

I due registi ci accompagnano all’interno di queste “botteghe” nel villaggio di Dafen, un quartiere di Shenzhen, dove intere famiglie vivono e lavorano letteralmente sommerse da tavolozze e pennelli, e dove l’arte della pittura a olio è diventata una sorta di catena di montaggio. È il racconto della quotidianità dei tanti pittori-operai del quartiere di Dafen in Cina, dove vengono riprodotti i quadri a olio di grandi artisti, destinati ai negozi e ai grandi magazzini di tutto il mondo

a seguire

Viaggio di un artista Charlene Shih (Cina, 2014, 51’)

LIU Yu è nato nel nord-est della Cina nel 1919. Oggi vive a Taiwan con sua figlia, con la quale condivide la passione per il disegno e la pittura. Dopo la morte di sua moglie, LIU decide di intraprendere con sua figlia un viaggio nello spazio e nel tempo, attraverso i luoghi che hanno segnato la sua vita di giovane artista.