Rotonda Diaz Napoli
29 – 30 – 31 luglio 2020 – ore 21.00
Galleria Toledo / Produzioni


PESCATORI
di Raffaele Viviani
drammaturgia e regia
Laura Angiulli


Anteprima assoluta nell’ambito del Napoli Teatro Festival







Personaggi del dramma
Dommineco – Aniello Arena
Gennarino – Agostino Chiummariello
Caterina – Alessandra D’Elia
Cicciariello – Pietro Pignatelli
Cient’anne – Franco Pica
Cuncetta – Maria Russo

coro pescatori
Zufia – Federica Aiello
O Puzzulano – Gennaro Basile
Giuvannella – Caterina Pontrandolfo
Fortunatina – Fabiana Spinosa
Siccetella – Daniele Vicorito
‘O turrese – Francesco Viglietti
musiche di Raffaele Viviani
adattamento Piero De Asmundis e Daniele Sepe
installazione Rosario Squillace
disegno luci Cesare Accetta

tecnico luci Lucio Sabatino
assistente luci Luca Sabatino
assistente tecnico Armando Alovisi
macchinista Mario Di Nardo
macchinista Vincenzo Fiorillo
comunicazione Lorenza Pensato
amministrazione Nicola Castaldo
segreteria Anna Fiorile
segreteria Roberta Tamburrelli
assistente stagista Martina Gallo

«È teatro delle origini, è richiamo al mito – spiega la regista Laura Angiulli, che firma anche l’adattamento dell’opera –; primordiali sono i sentimenti, sbozzati con l’accetta i personaggi, estreme le azioni che vi trovano luogo.

Non porta bene l’intrico degli affetti, e la parentalità acquisita si fa motrice per scantonamenti dai feroci esiti, anche se l’autentico assalto dell’ossessione amorosa interviene a riscattare – naturalmente oltre il giudizio di un’etica che occorrerebbe senz’altro richiamare nel caso di un normale giudizio di merito

– l’insana passione di Dominico. D’altra parte l’ossessione è l’elemento fluttuante che sollecita e conduce il plot della vicenda, e che accende di venature scabrose e violente l’intero impianto: Dominico e la figliastra Catarina; Cicciariello e il patrigno Dominico; Concetta, moglie non amata e madre disattenta che spinge la figlia nelle braccia del patrigno Dominico, né vede ciò che accade innanzi ai suoi occhi; Catarina che non dice, che non accusa apertamente le sollecitazioni cui viene sottoposta dal patrigno… cosicché un inquietante “perché” s’insinua e cerca conferme nelle pieghe della vicenda, sotto un cielo che – straordinario potere della divinazione – annuncia “murtalità”! Ma, com’è noto, quando la volontà dei soggetti sfugge al controllo l’elemento tragico s’accende, e la pulsione dei moti dell’animo si fa tiranna nelle scelte delle figure agenti. Intorno un popolo, un coro che chiede spazio e riconoscimento, si fa testimone partecipe della storia e accompagna con deciso empito emozionale l’evolversi della narrazione fino all’epilogo».